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Scrivo a testa in giù

mercoledì, dicembre 29, 2004

La mia preghiera

La Morte arriva su una tavola da surf e dona sfoggio di sé inventando crudeli acrobazie. Poi, appollaiata sull’unico stilt rimasto, decide di sfamare il proprio ego –“Io-Io-Io”… pescando anime. 70.000, 80.000… non sapremo mai il vero numero di quella terribile pesca. Molti nascono e vivono in quelle isole da sogno senza mai essere anagraficamente censiti. Che meraviglia. Nasci libero, vivi libero e muori per mano della natura. Tana liberi tutti.

Se morte deve essere, allora ben venga se per mano di uno tsunami piuttosto che per un incidente stradale, o per avvelenamento da cibo contaminato o magari per una cazzo di bomba brillata insieme all’anima del povero sbandato di turno ottusamente indottrinato. L’elenco delle morti veramente assurde potrebbe continuare per pagine e pagine.


Eppure tra noi “occidentali” qualcuno (pochi per fortuna) davanti alla morte per catastrofe naturale è subito pronto a scagliar pietre contro “quel dio” in cui non crede ma cita volentieri ogni volta che avverte il bisogno di sbottar rabbia. “Non esiste, ma se per caso c’è… mò lo sistemo “Io-Io-Io”.”

Fa quasi sorridere vedere che c’è ancora chi ha un ego così cosmicamente centrato da potersi permettere il lusso di valutare l’operato di un eventuale dio, o della casualità, o dell’eterna sfida tra bene e male/vita e morte.

C’è chi è pronto a credere alle cose più bizzarre, ma davanti alla parola dio esige precise conferme scientifiche. “Io-Io-Io”…


Poi vedo in tv che tra i residenti, gli abitanti dei luoghi colpiti dall’Onda, che c’è chi piange e si dispera, altri aiutano e ricostruiscono, ma tutti, e sottolineo tutti –cacchio-, pregano. E non sono suppliche affinché mai più ritorni uno tsunami, ma sono umili e calde richieste di assistenza che per comprensione “occidentale” è meglio definire come un help desk a favore delle anime durante la delicata fase del trapasso.

Qualcuno tra “noi”, dietro monitor e tv, continua a vomitar sentenze e assurdità di varia natura, mentre “loro”… davanti ai corpi e al nulla devastato, non smettono di dividere cibo e amore con i turisti sopravvissuti.


Loro lo sanno, il dolore serve. E servirebbe soprattutto a chi parla d’amore senza, chessò, aver voluto mai mettere al mondo un figlio per non doverlo poi seguire ogni giorno… “Io-Io-Io”…

Il dolore è un padre che ci prende a schiaffi quando facciamo troppe cazzate. Pur mandandolo a fanculo spesso, io ho sempre rispettato mio padre e il mio dolore. Da entrambi ho sempre e solo imparato, soprattutto ogni volta che… non ho capito subito. E’ scomodo, oggi siamo poco avvezzi a soffrire e tanto, tanto pigri. A nessuno piace il dolore, ovvio, ma fa parte di questa Vita che mai potremo dire di conoscere e di amare fino a quando non torneremo a saper capire la sofferenza forti di un qualsiasi Credo spirituale reso “vivo-e-inquieto” attraverso la sua faticosa, quotidiana ricerca.

Troppo debole chi non ha speranze oltre al proprio “Io-Io-Io” e i deboli, reagiscono attaccando per primi. Il debole ha paura del dolore, perché non l’ha mai conosciuto veramente e non sa come affrontarlo. Più comodo addossare colpe al primo dio che passa per le vicinanze.

“Io-Io-Io”…


Il dolore, fra i tanti, è uno dei nostri migliori insegnanti e occupa una cattedra di grande prestigio. Che nome porta quell’università? Non lo so…Vita, forse Dio… Ora&Qui… chissà. So solo che avremmo bisogno di un po’ di cultura del dolore e dell’umiltà. Questo so.

Un tempo l’uomo non sapeva andare sulla Luna ma ne conosceva i segreti meglio di quanto oggi possiamo pensare.

Oggi l’uomo appende in camera il poster del proprio dna ma è sempre più lontano dalla propria anima e per chi continua ad ubriacarsi di “Io-Io-Io” uno tsunami sarà solo il pretesto per continuare a dirsi gemellato a quei Cingalesi che tanto ama e “sente” nonostante in vita sua non abbia mai pregato inginocchiandosi, per una volta almeno, davanti ad un “Lui-Voi-Loro” più vasto del suo fottuto “Io-Io-Io”.





posted by Attilio 16:24 - commenti (11)
mercoledì, dicembre 22, 2004

Squeez... Quiz-Blog-Quiz and Let's Twist Again 

Scopri dov'è il gatto...

posted by Attilio 20:11 - commenti (16)
martedì, dicembre 21, 2004

Formule, teoremi, deliranti ciancie e verdi insalate.

Non appartengo a mondi matematici e da sempre intrattengo pessimi rapporti con i numeri. La mia logica? Forse un mix di deduttiva, induttiva, formale, Cartesiana e poi sillogismi, fede con fiuto, umorismo e quando riesco... buon senso.
Perchè questo preambolo?
Non lo so, è venuto fuori da solo. In realtà volevo solo fissare qui questa mia ultima scemenza:

minore è la sperequazione tra sogni e obiettivi
maggiore è la felicità.
Raggiunta o semplicemente potenziale, ma è bello sapere che "c'è" in entrambi i casi.

Intorno ai 40 anni si deve ancora pensare "concreto-ma-grande" sebbene sia opportuno ridurre il range dei sogni. Da ragazzi, invece, il procedimento è l'esatto contrario.
Poi la vita ti insegna ad aggiustare il tiro e allora vesti i tuoi desideri con drop più consone.
Io vivo di routine a breve termine e di immaginazioni ricorrenti, coerenti.
Forse è anche per questo che non mi annoio.
Alla noia spesso si correla la parola risata. Lo trovo buffo, come se ridere fungesse da spaventapasseri contro la noia del vivere.
Amo la vita anche nei momenti in cui meno la capisco. Mi basta attendere, aspettare che qualche mio sogno venga a suggerirmi le azioni da compiere.

Già che sono in argomento -e anche per scendere un pelino di tono- confesso di ridere un pò meno rispetto a qualche anno fà, ebbene sì. Però quando capita... cacchiarola, oggi so gustarmelo molto di più.

Ora devo andare, ho un orticello da innaffiare dove coltivo songino e speranze.












posted by Attilio 12:26 - commenti (1)
sabato, dicembre 18, 2004

posted by Attilio 16:20 - commenti (1)
venerdì, dicembre 17, 2004

Piove... oggi sarà un giorno da 1 euro, al massimo.

posted by Attilio 01:00 - commenti
giovedì, dicembre 16, 2004

Era notte fonda. O mattina presto? Momenti di confine, credo fossero quasi le 4. Avevo voglia di andare a letto, per non dormire... ma a quell'ora il mio desiderio spesso rimane "one way" ed io per rispetto, non sfodero nemmeno la più comune delle avances.

Divano con zapping televisivo restava l'opzione migliore in attesa dello sfinimento mentale. A dirla tutta, prepotente come un'onda anomala, l'alternativa più intima e solitaria ha fatto capolino tra i miei pensieri, ma senza un perchè ho preferito rendermi sordo ai suoi richiami rifugiandomi dentro a quattro film horror di cui ho seguito le tracce alternando i canali ogni volta che la scena perdeva interesse.
In fondo, questi quattro sono così simili tra loro che è stato come guardare lo stesso film.

Poco dopo avverto l'arrivo di un peso sullo stomaco. Prima di decifrarlo, mi addormento sognando lestamente qualcosa correlato ai sensi.

Improvviso dolore al collo. Da quanto tempo questa mia anomala postura? Mando un occhio in giro alla ricerca di un fluorescente led orario. Tutto molto sfuocato ma pare siano le 6,20. Merda, che scomodità.

Alle 6 e 30 capisco di avere ancora qualcosa sullo stomaco. Anzi, tra stomaco e braccio sinistro. Forse dovrei alzare un pochino la testa e dare un'occhiata...

"Oh cazzo... e tu chi sei?"

.

.

.

 

Ostia, è vero, sei il gatto che ieri hanno affidato a noi.
Gatto maschio di 4 mesi... vivacissimo e parecchio scemo. Ti chiamavano Ariel. Dico nulla.
Ora per tutti sei...

Drugo "Hovie Long" Hohi SfiGatto

eccheccacchio.
Benvenuto scemetto.







posted by Attilio 10:05 - commenti (5)
venerdì, dicembre 10, 2004

Mi viene estremamente difficile parlare del mio libro.
Ieri sera, a cena a casa di amici, ho visto il loro gattino ed ho pensato al mio libro: entrambi esordienti. Entrambi a tratti titubanti, leggermente amletici davanti alla vita, ma anche vispi, frizzanti e leggeri, storditi dall'ironia delle cose intorno...

Difficile dire del mio libro. Quel piccolo gatto, tra fusa e acrobazie bizzarre, ha dato con naturale discrezione ulteriore calore a noi presenti.
La semplicità degli ingenui ha lo spessore della metafora più arguta, ed è così efficace da farmi pensare nuovamente a lui, gattino esordiente, a distanza di ore.

Il mio libro è un buon gatto.
Accarezzalo quando vuoi concederti momenti di stacco.

Questo librogatto è un clown, e ti farà sorridere tra i suoi colori...
e quelli riflessi di un Natale sereno.

Auguri. Di cuore.

Attilio

IL 9 DICEMBRE E' USCITO PipPistrelli
Editore Robin Srl - Biblioteca del Vascello
Codice ISBN: 8873711057

Distribuito nelle librerie italiane da Messaggerie Libri Spa

Acquistabile anche on line su questo sito
oppure su IBS.it-Internet Bookshop Italia
e Bol.com









posted by Attilio 12:02 - commenti (2)
lunedì, dicembre 06, 2004

Ironia delle Porte

Nell'era di internet
comunichiamo ordinariamente con persone lontane
disabituandoci a farlo con chi ci sta vicino
 



posted by Attilio 15:39 - commenti (2)
giovedì, dicembre 02, 2004

Test-ina

Ho una creatività cretina. Ne sono conscio.
Mi stavo spremendo un paio di arance. Ad operazione ultimata, mi sono trovato davanti ad un bivio;
ed è così nato l'ultimo, inutilissimo, stupidissimo
test sulle capacità amatorie:

una volta spremute le arance...

1) afferrate immediatamente il bicchierone e tracannate il dolce nettare...
oppure
2) ripulite a modino lo spremiagrumi e bevete poi? 








posted by Attilio 15:04 - commenti (4)


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