Voglie e succedanei
Ho una voglia matta di moto. Fuori fa un freddo maiale. Potrei scaldarmi preventivamente bevendo 1/4 di gallone di Talisker. Meglio di no, altrimenti finisce come l'altra volta che sono rimasto a casa a giocare a Monopoli da solo. E ho perso. (Anche barando)
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Attilio
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venerdì, gennaio 30, 2004
Basta poco...
Stamattina. Sala prelievi. Periodico controllino per vedere se il mio sangue ha ancora l'argento vivo addosso. Entro, saluto con ampio sorriso e confermo le mie generalità all'infermiera che le ha dichiarate. L'altra, quella addetta al prelievo, sentendo il mio cognome inizia ad elencare le solite -ma gradite- simpatiche analogie. "Che bel cognome... dolce come il..." "Si, ho un cognome che per sua natura, si ricorda facilmente..." e bla bla bla... Mentre m'infila l'ago nella vena, inizia a dire che oggi andrà a farsi tagliare i capelli corti corti. Ormai siamo amiconi ed intervengo con naturale interessamento "Quando una donna decide una nuova sistemazione per i propri capelli, di norma, sta vivendo movimenti interiori molto importanti e sente il bisogno di cambiamenti esterni" "Vero! Infatti vorrei anche cambiar marito, casa, lavoro, auto ecc.." Si ride tutti e tre.
Io alterno sguardi al mio sangue -mi piace un sacco quando faccio un prelievo [e bada ben...fatto tutto, mai "pere"]-, ad altri rivolti al viso di lei. Ne studio le mimiche ricercando la veridicità di quanto affermato. Ed intanto rifletto. Ha ragione, è vero anche il contrario, a volte si cercano cambiamenti esterni... proprio per innescare quelli interni. E' più raro, ma capita. Piccola, grande lezione di vita alle 10 a.m. in sala prelievi. Grazie.
Ho riportato questa piccola fotografia, traendo spunto dal post di ieri dell'amica Cecilia con il quale, giustamente, lamenta la visione di troppe faccette tristi per strada. Ha ragione, e su questo siamo tutti -ahinoi- d'accordo. Cecilia sa sorridere, e lo fa con straordinario vigore. E questo mio, vuole essere null'altro che mera testimonianza perchè...
ripensando a stamattina... quanto poco ci vuole per vivere un momento di comunicazione...
Non è sempre vero che la gente abbia lo sguardo rivolto verso terra. Sarà che, tra le altre cose, sia stufa di vedere sempre il nostro muso lungo?
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Attilio
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giovedì, gennaio 29, 2004

... e da grande voglio giocare come lui
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Attilio
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mercoledì, gennaio 28, 2004
Foto-racconto
Il gioco è: guardare una fotografia e scrivere di getto quello che ci leggi dentro. O meglio, fare esercizio di dettatura lasciando che sia lei a raccontarsi.
Quando l’erba indicava lo zucchero
In fondo cos’è cambiato?
Venivo a coricarmi qui nell’erba da bambino, di pomeriggio, sempre con la merenda. Io e la mia bella fetta di pane casereccio spalmata di burro e con lo zucchero sopra.
Quant’era buona.
Steso a terra, mangiavo e guardavo il cielo. Pensavo…
Chissà a che cosa.
E chissà perché. Perché un cielo e delle nuvole inducono sempre a pensare?
Eppure ricordo che stavo delle ore intere, a fissare in alto.
E mi piaceva il vento, per il rumore che faceva tra i colli e per come smuoveva l’erba.
A volte era talmente forte da soffiarmi via buona parte dello zucchero dal pane. Ma non me ne importava molto perché sapevo che avrebbe fatto la gioia di qualche formica chissà dove.
In realtà, era questo l’unico mio vero pensiero. Ero certo che un giorno sarebbe arrivato un vento così forte da portare via anche me insieme allo zucchero.
Ma in tutto questo tempo, non è mai accaduto.
E sono sempre rimasto qui.
Negli anni poi, divenni immobile anche con la fantasia. Persino incapace di trovare forme nelle nuvole.
Sempre e solo… aspettando quel vento forte.
Quello stramaledetto vento forte.
…
Forse mi sarebbe bastato dar retta all’erba… per seguire quello zucchero… e andare lontano.

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Attilio
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martedì, gennaio 27, 2004
 
"Senti carognone, te lo chiediamo solo una volta... poi iniziamo a sputarti: perchè cacchio non scrivi più di Greg Fandonia-lui- e Tony Svilizzio-me-? Eh? Ehh??
Ti vergogni di noi? Adesso fai l'intellettuale? Scrivi solo roba seria? Abbelinato, ma quale roba seria?! Rispondi... bbbastardo!"
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Attilio
16:01 - commenti (1)
I had appreciated
-Ma tu sei scemo o cosa?
-O cosa.
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Attilio
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Fotincipit
Il regalo per il Consolini
-Ehi, ma con sta nebbia, che li accendete a fare i lampioni?-
A quella mia domanda, l’uomo in bicicletta si fermò di colpo. Stava quasi cadendo per l’ingombro causato dalla lunga asta occorrente all’accensione della fiammella.
-Signore, io faccio solo il mio mestiere. E poi Voi non avete sentito il discorso dell’Illustrissimo Signor Sindaco? Oggi con il gas, l’illuminazione è sommamente utile ed economica oltre che scevra da ogni pericolo in ciò che riguarda la salute e la sicurezza pubblica. E ha proprio ragione!-
Lo vidi sparire avvolto dall’umidità e dal metallico rumore della catena della bicicletta.
Pochi istanti dopo, la fioca luce gialla di un lampione si accese, indicandomi nuovamente l’uomo, che da quella distanza e con la lunga asta appariva come un nobile cavaliere armato e pronto per duellar in torneo.
Di quali meraviglie è capace la nebbia!
Mi alzai il bavero del cappotto svoltando per il vicolo più puzzolente. Sapevo di essere atteso. E così fu anche stavolta.
Appena in prossimità del carretto del bottaio, Roncola miagolando, lasciò il suo nascondiglio e mi venne incontro.
-Ma sì, ma sì… tranquilla, mi ricorderò di te. Al mio ritorno ti porterò il solito.
Davvero furba quella gatta.
Il campanile del duomo rintoccò le ore. Come ogni sera, sempre dopo aver sentito Roncola.
Prima di entrare nell’osteria del Consolini, non so perché, ma fin dalle prime volte presi l’abitudine di fermarmi un attimo per vedere attraverso il vetro della porta che aria tirasse dentro.
Sentii e vidi il solito baccano. Rassicurato, entrai. Era il mio rito, e l’avrei fatto sempre pur sapendo che dal Consolini c’è sempre un gran bordello.
-Se non son briganti, li mangiamo!-
Era il motto dell’osteria. Infatti dal Consolini giravano solo le anime più irrequiete della città. Poeti, musicisti, pittori, artisti della truffa, baldracche e attori. C’era di tutto dal Consolini, ricco o povero non faceva differenza, a patto che si fosse… figli di puttana o dell’arte.
Appena entrato, mi ritrovai tra le braccia una giovane mora, sicuramente spinta via in malo modo dal collerico di turno. Le usciva un seno dal vestito strappato nella parte del decolté. Cose che capitano.
Raggiunsi il mio solito tavolo.

Sedetti senza levarmi il cappotto, non avevo ancora bevuto nulla ed avevo ancora nelle ossa tutta la nebbia raccolta per strada.
C’erano tutti. Alla lunga tavolaccia posta nel mezzo dell’ampia sala, ritto in piedi sulla panca, stava a petto nudo il Pedrini che tra un rutto e un peto, recitava a soggetto deliziando i presenti già più ubriachi di lui.
Il fumo nella stanza sembrava volerci nascondere per pudore, ognuno agli occhi degli altri. Come se ce ne importasse qualcosa!
L’odore d’aglio quella sera era più forte del solito.
Nell’angolo più oscuro, avulso da tutto quel bailamme, era seduto il flemmatico Sir Arcibald Thomson Hockpit, decaduto nobile inglese con la passione del gioco, delle dame, e della poesia. Stava bevendo vino rosso e scrivendo versi sulla tovaglia. Come sempre.
Che gioia poter assistere a tutto questo. In verità, anche se il fetore da sobri era insopportabile, l’aria respirata dal Consolini era sempre più frizzante di quella avvizzita presente nella proprie dimore.
Frizzante e maledettamente famigliare.
E il Consolini era un fratello, un padre, una madre… ma mai un’amico.
-Io amico vostro? Mai! Voi, tra di voi, sarete anche amici. Io… mai! Io per voi sono la chioccia!- poi scoppiava a ridere schiumando come un cane assetato e riempiendo i boccali a tutti.
Anni fa, decisi di fargli un regalo, un mio dipinto.
Quando glielo diedi, lui lo scartò velocemente, lo guardò, guardò me, riguardò il quadro, poi disse
-Stasera te, mangi e bevi e te stasera non paghi. Perché non sono commosso dal tuo gesto, ma sono commosso perché ora so che te sei il più grande figlio di puttana mai visto. E ti adoro per questo, te e la tua mamma baldracca!-
I brindisi non si contarono, il Consolini mi abbracciò fino a farmi male e tutti si misero a cantare. Poi il Consolini zittì tutti e urlò
-Questo te lo appendo vicino a dove mangi te. Sul muro proprio a destra del tuo posto. Sei felice deh, bastardun!-
Fu una grande serata, indimenticabile anche per essere stata l’unica in cui vedemmo il Consolini dare un bacio a sua moglie. Di solito, in cucina, volavano improperi, coltelli, o pacche sul culo.
Da allora, presi a venire a cena quasi tutte le sere lasciandomi rapire dal vino, dall’assenzio e dalle follie degli avventori presenti.
Però la cena, la consumavo in religioso silenzio, cercando d’essere di piacevole compagnia inventandomi ogni volta qualche verso d’amore.
Perché quel vecchio balordo del Consolini aveva visto giusto la sera del regalo.
Quel mio dipinto, in realtà, fu un dono per me.

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Attilio
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Alle 14,58 di oggi, realizzo
d'essermi addormentato, stanotte, ancor prima di riuscire a toccar il letto. A metà strada tra il suo bordo e la sedia. Capita a molti, sì. Credo di non aver dormito benissimo. Mi sento di bachelite
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Attilio
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venerdì, gennaio 23, 2004
Fine settimana, frigorifero vuoto-scorte azzerate
Dovuto pranzare con fritto misto alla piemontese fatto in rosticceria. Il piatto è composto da 28 mini pezzettini dalle svariate forme, colori e consistenze. Ogni pezzettino ha sapori difficilmente riconducibili a quanto comunemente considerato commestibile a questa latitudine del globo. Adesso provo a scrivere almeno gli ingredienti base, su di un postit che mi appiccicherò in fronte. Cerco di dare una mano ai ragazzi di turno in ospedale.
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Attilio
15:54 - commenti (2)
Amaro con brio
Attendo la resurrezione dei 3 blog che avevo messo tra i links creativi. Peccato siano fermi, sarà il freddo? Non trovare più Grandam è proprio una perdita orrenda. Forse dovrei cancellarli come links, mi sa troppo di lapide con epitaffio. O forse no. Ovunque voi siate, qualsiasi cosa facciate... c'è chi c'ha, cha cha cha. E voi l'avete.
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Attilio
09:51 - commenti
Notizie dalla nursery
Sono padre per l'ennesima volta!
Stanotte alle 24,32 è nato...
PipPiClick-Pro
il ragazzo promette bene... -tutto sua madre-
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Attilio
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giovedì, gennaio 22, 2004
Carpe diem
Sono reduce da una seduta dal mio dentista. Mi ha farcito con varie anestesie. Non sento nulla dal lato sx del viso fino giù al deltoide. Potrei farmi un piercing... quasi quasi m'infilo un semaforo
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Attilio
12:48 - commenti (5)
mercoledì, gennaio 21, 2004

... questa è già sensuale come foto, ma volendo la sua versione "hard d'autore" occorre fare un giro su PipPiClik
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Attilio
02:38 - commenti (7)
martedì, gennaio 20, 2004
Preoccupa sapere che ci sia sempre meno spazio per l'intelligenza e per quel modo umano di saper dire le cose senza volerle urlare.
Che peccato.
Da RossoNero lo dico senza problemi: avrei voluto l'Inter più vincente. Proprio per quel suo Presidente così vero e corretto. Mancherà a tutti
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Attilio
14:28 - commenti
Impressionante
Davvero, non riesco più a stargli dietro! Il collezionismo della solitudine sta dilagando come piscio d'elefante. (... presente, vero?) Ogni giorno, ad ogni passaggio pubblicitario, trovo delle agghiaccianti novità. Adesso in edicola abbiamo:
Soldatini di piombo dei corpi d'elite (novità, differente dai precedenti) Kit Decoupage Bottoni da collezione Miniaturine dei Looney Tunes
Smettetela dai... no, sul serio... basta cazzo, basta.
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Attilio
11:34 - commenti (1)
E allora... mambo!
Dopo "Fermo a metà" occorre proprio una scrollatina maschia (?!), una pennellata che nel ravvivare sappia dare la misura di quanto variabile sia l'umore e allora... mambo! Traggo da PipPistrelli:
La comunicazione tattuale… con la sua calda immediatezza, quanto è migliore rispetto a quella verbale!
Andrebbe codificata.
Una stretta di mano con qualche oscillazione verticale, è di solito, una forma di saluto, di presentazione o di congedo. Ma soffregare i polpastrelli altrui, che preciso significato può avere?
E non banalizziamo con un risolutivo “ho voglia di te!”.
Possono esistere infinite sfumature anche nel gesto più appartato, la cui discrezione è causa della mancata visibilità delle proprie nuances, dei propri significati prioritari.
Questione di risoluzione...
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Attilio
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domenica, gennaio 18, 2004
Fermo a metà
Il tremore del funambolo
si diluisce tra un levante e…
forse il suo ponente
tra mani radicate al bilanciere
e piccoli sogni
ancorati al tempo in cui
equilibrio era…
una bicicletta senza rotelle
Ma io ora sono qui,
tra tetti e tiranti
spalmato su un cavo d’acciaio
col fiato poggiato in terra
che abbaia all’incertezza
dei miei prossimi passi
allorchè,
confuso dai riflessi del sole,
io neppure ricordo
quelli appena compiuti.
(A.Torrone 17-01-2004)
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giovedì, gennaio 15, 2004
Sono fuori dal mondo o il mondo è fuori?
Oggi. Livorno - prendo biglietto - entro autostrada Alessandria Sud - restituisco biglietto - inserisco viacard - leggo pedaggio - 20,50 euro - esco autostrada
Guido, guardo, mi fermo e scatto foto, riparto, canto, penso, sorrido, ricevo telef, guardo tramonto, penso...
...20,50?????? MA SIETE FUORI?
ci rimango male, guido, guardo fuori, sento cd, faccio telef, bevo, guido.
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mercoledì, gennaio 14, 2004
C'è grossa Crisi
Da tre settimane sono full immersion con la seconda stesura del PipPi. Praticamente non ho fatto altro. Oggi pomeriggio, dopo aver scritto fino alle 16,30, m'è salita la scimmia. Astinenza da scatti. Brutta, bruttissima storia. Allora, fuori... via in strada con la Canon in mano. Mi sono fatto alla grande. Una cinquantina di foto da urlo.
Ora va meglio. Ho anche smesso di tremare. Poi ne pubblico qualcuna. Poi, perchè adesso voglio godermi il down.
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18:57 - commenti
DVD
Alcuni giorni fa, ho visto "Adaptation" con Nicolas Cage e Meryl Streep. E' tratto dal libro "Il ladro di orchidee" di Susan Orlean. Carino, nulla più. Ma attenzione: il film è straordinario! Merito degli attori? Anche. Merito del regista? Abbastanza. E allora? La sceneggiatura! Geniale, cazzarola, davvero geniale. Charlie e Donald Kaufman, a loro il merito. Grandissimi. E non dico perchè. Tiè.
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Attilio
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Ricetta sfiziosa The Brain -exBrian- Pudding
Ingredienti
Prendete le materie prime, amalgamatele con cura dalle 3,50 di notte fino alle 21 del giorno seguente irrorate generosamente il tutto col caffè... ed avrete il vostro splendido
CervelloBudino
-questa volta niente foto del piatto finito-
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Attilio
21:31 - commenti (6)
venerdì, gennaio 09, 2004
De-Energized?
Ok, ok è vero, sto trascurando Artegea e questo mio blogghino. Strani sensi di colpa. Uhm... Del resto, sto producendo davvero tanto, e non potendomi clonare, devo necessariamente inseguire delle priorità. Mi chiedo se avrò energie -mentali- sufficienti a reggere l'onda d'urto dei miei numerosi progetti. Mi chiedo se avrò forza per affrontare i prossimi impegni, riuscendo a mantenere equilibrio e sorriso in volto e nel cuore. Eppure ogni passo compiuto in avanti continua a portarmi entusiasmo. ... forse mi faccio di Ovomaltina nel sonno... ... oppure è solo questione di amare ciò che si fa... ecco, si.
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Attilio
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giovedì, gennaio 08, 2004
Ice Gala
Per la propria elegante sensualità, per il coinvolgente trasporto, per la leggerezza naturale di quell'avvolgente scivolare... proprio non riesco a pensare al pattinaggio artistico come ad una disciplina sportiva. E' un preliminare d'amore.

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Attilio
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Ho pensato qualche verso sulle coppie mature, sull'amore che accompagna un'intera esistenza...
ecco, ora ve li presento:

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Attilio
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Cambiamenti
Basta con i soliti regali! Diciamo basta a cravatte, agende, profumi e gioielli, stop a borsette, cd ed argenteria varia diversifichiamo: regaliamo Arte regaliamo emozioni... regaliamo Tea-Books!
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Attilio
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